Dolori articolari

I fastidi alle articolazioni più comuni, cause e sintomi

I fastidi alle articolazioni sono tra le condizioni muscoloscheletriche più diffuse nella popolazione adulta mondiale. Dolore, rigidità, gonfiore e riduzione del movimento sono i segnali più comuni con cui le articolazioni indicano che qualcosa non funziona come dovrebbe. Conoscere i fastidi più frequenti, cosa li causa e come si manifestano è utile per riconoscerli in tempo e per sapere quando è il momento di rivolgersi a un medico.

Artrosi: il fastidio articolare più diffuso

Cos’è e quanto è comune

L’artrosi è la malattia articolare più frequente a livello globale, con una stima di oltre 240 milioni di persone colpite nel mondo. Si tratta di una condizione cronica e degenerativa che interessa l’intera articolazione. Nello specifico, cartilagine, osso, membrana sinoviale, legamenti e muscoli peri-articolari vengono progressivamente alterati nel tempo. Le articolazioni più colpite sono ginocchia, mani e colonna vertebrale, ma può interessare qualsiasi distretto articolare.

Le cause principali

L’artrosi è una condizione multifattoriale. Tra i fattori di rischio più documentati dalla letteratura scientifica figura l’età avanzata. Infatti, circa un terzo delle persone over 75 presenta artrosi sintomatica del ginocchio. Dopodiché, si trovano il sesso femminile, la condizione di sovrappeso, la familiarità genetica e i precedenti traumi articolari. In particolare, il sovrappeso rappresenta uno dei fattori modificabili più rilevanti. Infatti, il peso in eccesso aumenta il carico meccanico sulle articolazioni portanti, mentre il tessuto adiposo produce anche sostanze pro-infiammatorie che aggravano il quadro articolare. Anche i movimenti ripetitivi su base occupazionale o sportiva possono contribuire allo sviluppo della condizione nel lungo periodo.

Sintomi tipici

Il sintomo principale dell’artrosi è il dolore articolare, che in genere peggiora con il movimento e migliora con il riposo nelle fasi iniziali. A questo si aggiunge tipicamente la rigidità mattutina, ovvero la difficoltà a muovere l’articolazione al risveglio o dopo un periodo di inattività, che tende a ridursi nel giro di qualche minuto di movimento. Altri sintomi frequenti includono gonfiore, sensazione di crepitio durante il movimento e, nelle fasi più avanzate, una progressiva riduzione della mobilità articolare.

Dolore alla spalla: le tendinopatie della cuffia dei rotatori

Cos’è e quanto è comune

Il dolore alla spalla è uno dei fastidi articolari più frequenti nella popolazione adulta. Le stime indicano che tra il 30% e il 50% delle persone sperimenta almeno un episodio di dolore alla spalla nel corso della vita. La causa più comune è rappresentata dalle tendinopatie della cuffia dei rotatori, ovvero i muscoli e i tendini che avvolgono l’articolazione della spalla e ne garantiscono la stabilità e la mobilità. Questa categoria include diverse condizioni come la tendinite, la borsite subacromiale e le lesioni parziali del tendine.

Le cause principali

Le tendinopatie della spalla hanno un’origine multifattoriale. I fattori di rischio più studiati comprendono l’età superiore ai 50 anni, il lavoro con il braccio sollevato sopra il livello della spalla e alcune condizioni sistemiche come il diabete. Nei soggetti più giovani e negli sportivi, la causa è spesso il sovraccarico meccanico da gesti ripetuti. Esempi sono rappresentati dal nuoto, dal tennis o della pallavolo. Nel tempo, possono determinare anche microlesioni tendinee.

Sintomi tipici

Il dolore alla spalla da tendinopatia si manifesta tipicamente nella parte anteriore o laterale dell’articolazione e si intensifica durante i movimenti di elevazione del braccio. Nelle fasi iniziali, il fastidio compare soprattutto durante l’attività. Successivamente, con il progredire della condizione, può farsi presente anche a riposo, soprattutto di notte, rendendo difficile dormire sul lato colpito. Si può inoltre associare a una riduzione della forza muscolare e a difficoltà nei movimenti quotidiani.

Dolore al ginocchio: l’artrosi e non solo

Cos’è e quanto è comune

Il dolore al ginocchio è uno dei fastidi articolari più frequenti in assoluto, con una prevalenza stimata tra il 10% e il 15% nella popolazione adulta. L’artrosi del ginocchio è la causa più comune, soprattutto nelle persone over 60, ma il dolore al ginocchio può derivare anche da tendinopatie, borsite, problemi meniscali o da sovraccarico funzionale in soggetti più giovani e fisicamente attivi.

Le cause principali

Oltre all’età e al sovrappeso, giocano un ruolo importante i precedenti traumi articolari, la debolezza muscolare del quadricipite e le alterazioni della postura. Nei soggetti sportivi, il dolore anteriore del ginocchio è spesso legato alla sindrome femoro-rotulea, una condizione da sovraccarico che interessa la cartilagine tra la rotula e il femore. Tale condizione è frequente in chi corre, va in bicicletta o pratica sport con salti ripetuti.

Sintomi tipici

Il dolore al ginocchio da artrosi si presenta tipicamente come un dolore sordo e profondo, localizzato intorno all’articolazione. Il dolore peggiora con il carico, come quando si sta in piedi a lungo, si salgono le scale o ci si alza da una sedia. In linea generale, questa condizione migliora con il riposo. La rigidità mattutina, il gonfiore e la sensazione di cedimento del ginocchio sono altri sintomi comuni. Nel caso della sindrome femoro-rotulea, il dolore è invece localizzato nella parte anteriore del ginocchio e tende a peggiorare con la corsa, la discesa delle scale o la posizione seduta prolungata.

Rigidità articolare mattutina: un sintomo trasversale

Cos’è e come si manifesta

La rigidità articolare mattutina è uno dei sintomi più comuni e trasversali tra i diversi fastidi articolari. Si manifesta come difficoltà a muovere una o più articolazioni al risveglio o dopo un periodo prolungato di inattività. Inoltre, è spesso accompagnata da una sensazione di pesantezza e di resistenza al movimento. Nell’artrosi questa rigidità è generalmente di breve durata, inferiore ai 30 minuti, e tende a ridursi con il riscaldamento progressivo dell’articolazione.

Perché si manifesta

Durante il riposo notturno, la produzione di liquido sinoviale, ovvero il fluido che lubrifica le articolazioni, si riduce e i tessuti peri-articolari si raffreddano. Al risveglio, l’articolazione necessita di qualche minuto di movimento per redistribuire il liquido sinoviale e ripristinare la normale elasticità dei tessuti. Una rigidità mattutina persistente che dura più di un’ora, soprattutto se associata a gonfiore e calore alle articolazioni, è un segnale che merita una valutazione medica specialistica.

Riassumendo quanto detto, artrosi, tendinopatie della spalla, dolore al ginocchio e rigidità articolare mattutina sono tra i fastidi alle articolazioni più comuni nella popolazione adulta. Ognuno ha caratteristiche, cause e sintomi specifici, ma condividono fattori di rischio trasversali come l’età, il sovrappeso, i movimenti ripetitivi e i precedenti traumi.

Riconoscere i sintomi e le loro possibili cause aiuta a non sottovalutarli e a cercare una valutazione medica nel momento giusto. Nei casi in cui il fastidio articolare sia lieve e recente, rimedi non farmacologici come il movimento adattato e il controllo del peso possono contribuire al benessere articolare, sempre nell’ambito di un percorso guidato da un professionista della salute.

FAQ

I fastidi articolari riguardano solo le persone anziane?

No. Sebbene l’età sia uno dei principali fattori di rischio per condizioni come l’artrosi, i fastidi alle articolazioni possono presentarsi a qualsiasi età. Le tendinopatie della spalla, il dolore anteriore di ginocchio e le sindromi da sovraccarico sono frequenti anche in giovani adulti e sportivi. Sovrappeso, movimenti ripetitivi e precedenti traumi articolari sono fattori di rischio indipendenti dall’età.

Quando è il caso di consultare un medico per un dolore articolare?

È opportuno rivolgersi a un medico quando il dolore articolare persiste per più di qualche settimana, si intensifica progressivamente, è accompagnato da gonfiore, calore o arrossamento dell’articolazione, oppure quando limita significativamente le attività quotidiane. Anche la comparsa improvvisa di dolore intenso dopo un trauma, o una rigidità mattutina di durata superiore all’ora, sono segnali che richiedono una valutazione clinica.

I fastidi articolari possono essere gestiti senza farmaci?

Le linee guida cliniche internazionali riconoscono l’importanza di un approccio non esclusivamente farmacologico nella gestione dei fastidi articolari cronici. L’esercizio fisico adattato, il controllo del peso corporeo, la fisioterapia e l’educazione terapeutica sono tra i rimedi di prima scelta raccomandati per condizioni come l’artrosi di ginocchio e anca. Questi approcci vanno sempre concordati con un professionista sanitario, che può valutare il quadro individuale e indicare il percorso più appropriato.

Fonti

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