Dolori dell'età

Movimento, massaggio e trattamenti topici: alleati contro i dolori dell’età

Con il passare degli anni, dolori articolari, tensioni muscolari e rigidità diventano compagni sempre più frequenti della vita quotidiana. Si tratta, quindi, di una realtà molto diffusa. Infatti, la prevalenza del dolore muscoloscheletrico cronico negli adulti over 65 è stimata tra il 25% e il 50%, a seconda delle popolazioni studiate.

La buona notizia è che la letteratura scientifica ha identificato alcuni rimedi non farmacologici, come  movimento, massaggio e trattamenti topici. Questi rimedi possono contribuire a gestire questi disturbi e a mantenere una buona qualità della vita.

Il movimento: il rimedio non farmacologico più sostenuto dalla scienza

Perché il dolore tende a ridurre l’attività fisica

Uno degli effetti più insidiosi del dolore muscoloscheletrico cronico è che porta a muoversi di meno. Una revisione sistematica con meta-analisi ha confermato che gli adulti anziani con dolore cronico muscoloscheletrico tendono ad essere significativamente meno attivi rispetto ai coetanei senza dolore. Pertanto, il rischio è un circolo vizioso. La riduzione del movimento porta a una perdita di massa muscolare e di mobilità articolare. Di conseguenza, il dolore e la limitazione funzionale si aggravano nel tempo. Per questo motivo, mantenere un livello adeguato di attività fisica è considerato uno degli obiettivi primari nella gestione del dolore cronico nell’anziano.

Quali forme di movimento sono indicate

Le linee guida cliniche internazionali per la gestione dell’artrosi e del dolore muscoloscheletrico cronico indicano l’esercizio fisico come uno dei rimedi non farmacologici di prima scelta. Nello specifico, le forme più studiate includono la camminata a intensità moderata, il nuoto, il ciclismo e gli esercizi in acqua. In particolare, gli esercizi in acqua riducono il carico sulle articolazioni portanti, pur contribuendo a un lavoro muscolare efficace. Anche esercizi di rinforzo muscolare specifici, di stretching e di equilibrio trovano indicazione nelle linee guida. Infatti, essi contribuiscono a stabilizzare le articolazioni e a ridurre il rischio di cadute, frequenti nelle persone anziane.

Il ruolo del movimento nel lungo periodo

Uno studio longitudinale condotto su oltre 8.000 adulti con più di 50 anni ha evidenziato che livelli più bassi di attività fisica erano associati a una progressione più rapida del dolore nel tempo. Questo dato suggerisce che il movimento regolare non rappresenta solo un rimedio per il dolore già presente, ma può contribuire a rallentarne l’evoluzione nel lungo periodo. L’importante, soprattutto per chi ha già dolori articolari, è iniziare gradualmente e farsi seguire da un professionista sanitario. In questo modo, il paziente verrò seguito nella scelta del tipo e dell’intensità di esercizio più adatti alla propria situazione.

Il massaggio: un rimedio di supporto per il benessere fisico ed emotivo

Gli effetti sul dolore cronico negli anziani

Il massaggio è uno dei rimedi complementari più utilizzati dagli adulti anziani per la gestione del dolore cronico. Uno studio osservazionale su anziani con dolore persistente ha rilevato che chi riceveva massaggio terapeutico regolare riferiva, rispetto a chi non lo riceveva, una minore limitazione nelle attività quotidiane. Inoltre, sono stati evidenziati altri benefici, come una migliore salute emotiva, più energia e un migliore stato di salute complessivo.

Proseguendo, una revisione sistematica su 26 studi randomizzati controllati ha riscontrato che il massaggio, come trattamento autonomo, riduce il dolore e migliora la funzione in alcune condizioni muscoloscheletriche. In particolare, questo si verifica nel dolore alla spalla e nell’artrosi del ginocchio, rispetto alla situazione di non trattamento.

Come agisce sul corpo

I meccanismi attraverso cui il massaggio agisce sono molteplici. Innanzitutto, la manipolazione manuale dei tessuti favorisce la circolazione locale, può ridurre la tensione muscolare, stimola i recettori di pressione cutanei e agisce sul sistema nervoso autonomo in senso rilassante. Gli effetti si estendono anche alla sfera psicologica. Infatti, diversi studi hanno documentato una riduzione della percezione di fatica, dello stress e dell’ansia. Sono tutti elementi che nei soggetti anziani con dolore cronico possono amplificare la sofferenza percepita.

Cosa tenere a mente

Il massaggio è generalmente ben tollerato negli adulti anziani, ma alcune situazioni richiedono cautela o controindicano il trattamento. Sono casi in cui sono presenti fratture recenti, trombosi venosa profonda, infezioni cutanee nella zona da trattare o condizioni oncologiche attive. Come per ogni rimedio di supporto, è sempre opportuno confrontarsi con il proprio medico prima di intraprendere un percorso di massaggi, specialmente in presenza di patologie croniche concomitanti.

Vale la pena ricordare, inoltre, che una revisione sistematica pubblicata su JAMA Network Open ha evidenziato come molti studi sul massaggio presentino ancora limiti metodologici, e la certezza delle evidenze rimanga in molti casi bassa. Il massaggio va quindi considerato un rimedio complementare, da affiancare ad altre strategie di gestione del dolore.

I trattamenti topici: applicazione locale per un’azione mirata

Cosa sono i trattamenti topici

Con il termine trattamenti topici si intendono tutte le preparazioni, come gel, creme, cerotti e spray, che vengono applicate direttamente sulla pelle nella zona dolente per esercitare un’azione locale. Questo approccio è particolarmente rilevante per gli adulti anziani. L’assunzione sistemica di farmaci antinfiammatori orali può comportare un rischio maggiore di effetti indesiderati a livello gastrointestinale, renale e cardiovascolare

Le evidenze scientifiche disponibili

I trattamenti topici con principi attivi antinfiammatori sono stati ampiamente studiati in trial clinici randomizzati. Una revisione pubblicata su Cochrane su 61 studi randomizzati e con 8.386 partecipanti ha valutato i trattamenti topici a base di antinfiammatori non steroidei per il dolore muscoloscheletrico acuto. La revisione ha evidenziato che alcune formulazioni in gel hanno mostrato una riduzione del dolore statisticamente significativa rispetto al placebo, con un profilo di sicurezza locale favorevole e livelli ematici molto bassi rispetto alle formulazioni orali. Per il dolore cronico da artrosi, una revisione dello stesso gruppo di ricercatori ha evidenziato risultati positivi per gel a base di diclofenac e ketoprofene nel dolore da artrosi. Tuttavia, la certezza delle evidenze è stata giudicata moderata.

Vantaggi dell’applicazione locale

Il principale vantaggio dei trattamenti topici rispetto a quelli sistemici è la possibilità di concentrare l’azione nella zona dolente. In questo modo, si riduce al minimo l’assorbimento nel circolo sanguigno e quindi il rischio di effetti sistemici. Questo aspetto è particolarmente importante negli anziani, che spesso assumono già più farmaci contemporaneamente e presentano una maggiore vulnerabilità agli effetti collaterali. La scelta del trattamento topico più appropriato, se farmacologico, fisico o di altra natura, deve comunque essere concordata con il medico o il farmacista, che possono valutare le eventuali interazioni e controindicazioni individuali.

Un approccio integrato: perché i tre rimedi si completano

Movimento, massaggio e trattamenti topici non si escludono a vicenda, anzi si integrano in modo naturale. Le linee guida cliniche per il dolore muscoloscheletrico cronico raccomandano esplicitamente un approccio multimodale, ovvero la combinazione di più strategie complementari adattate al profilo individuale del paziente. Il movimento mantiene e rafforza la funzione muscolare e articolare nel lungo periodo. Il massaggio può contribuire al sollievo dalla tensione e al benessere psicofisico nel breve termine. Infine, i trattamenti topici offrono un’azione localizzata sul dolore con un buon profilo di sicurezza.

Uno studio di coorte su adulti tra i 60 e i 75 anni ha valutato un intervento di fisioterapia che combinava massaggio terapeutico, esercizio terapeutico e un programma educativo. Entrambi i gruppi di intervento hanno mostrato una riduzione dell’intensità del dolore e un miglioramento della qualità della vita, con benefici ancora presenti a 12 settimane dalla fine del trattamento. Questo conferma come la combinazione di più approcci tenda a produrre risultati più duraturi rispetto all’utilizzo di un singolo rimedio.

In sostanza, movimento regolare e adattato, massaggio terapeutico e trattamenti topici sono tre rimedi che la letteratura scientifica riconosce come utili strumenti di supporto nella gestione dei dolori muscoloscheletrici legati all’età. Ognuno agisce attraverso meccanismi diversi e ha punti di forza specifici, ma tutti e tre trovano la loro collocazione ideale all’interno di un approccio multimodale e personalizzato. Il punto di partenza più sicuro è sempre una valutazione medica, che consente di identificare le cause del dolore e di costruire un percorso di gestione adatto alla propria situazione individuale.

FAQ

Il dolore muscoloscheletrico è una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento?

Il dolore muscoloscheletrico diventa più frequente con l’età, ma non è semplicemente una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento su cui non è possibile agire. Fattori modificabili come il sovrappeso, la sedentarietà e la scarsa attività fisica contribuiscono in modo significativo al suo sviluppo e alla sua progressione. Interventi mirati come l’esercizio adattato, un’alimentazione equilibrata e il controllo del peso corporeo possono fare una differenza concreta nel lungo periodo.

È meglio riposare quando si ha dolore articolare o continuare a muoversi?

Salvo nelle fasi acute di infiammazione o dopo un trauma, le linee guida cliniche raccomandano di mantenere un livello adeguato di movimento anche in presenza di dolore articolare cronico. Il riposo prolungato può portare a una progressiva perdita di forza muscolare e mobilità articolare, peggiorando il quadro nel tempo. Il movimento va però graduato con attenzione, preferibilmente con l’indicazione di un fisioterapista o di un medico.

I trattamenti topici possono essere usati in modo continuativo?

I trattamenti topici con principi attivi farmacologici, come i gel antinfiammatori, sono generalmente indicati per periodi limitati di tempo. L’uso prolungato e continuativo deve sempre essere concordato con il medico o il farmacista, che possono valutare l’appropriatezza in base al tipo di dolore, alle condizioni di salute concomitanti e agli altri farmaci assunti.

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