Le fasce riscaldanti sono alcuni tra i dispositivi di termoterapia utilizzati per la gestione del dolore cervicale e delle tensioni muscolari al collo e alle spalle. In Italia e in Europa, il dolore cervicale rappresenta una delle condizioni muscoloscheletriche più diffuse nella popolazione adulta. Infatti, secondo una revisione sistematica pubblicata su BMC Musculoskeletal Disorders, nel 2019 il tasso di prevalenza standardizzato per età era di 27,0 casi ogni 1.000 abitanti.
In questo contesto, la termoterapia superficiale, ovvero l’applicazione di calore controllato attraverso fasce o dispositivi specifici, è riconosciuta dalle linee guida internazionali come una delle strategie non farmacologiche di supporto nella gestione del dolore muscolare.
Pertanto, in questo articolo, approfondiremo le basi fisiologiche dell’applicazione del calore, le evidenze scientifiche disponibili sulle fasce riscaldanti per la cervicale e le indicazioni generali per l’uso.
Dolore cervicale: un problema diffuso
Il dolore cervicale si colloca tra le prime cause di disabilità a livello globale. Un’analisi del Global Burden of Disease Study nel 2021 ha stimato che circa 203 milioni di persone nel mondo presentavano una forma disabilitante di cervicalgia nel 2019, con una tendenza in aumento proiettata fino al 2050. Nello specifico, i principali fattori di rischio identificati dalla letteratura includono:
- l’uso prolungato di dispositivi digitali con il collo inclinato in avanti (il cosiddetto tech-neck)
- lo stress psicosociale cronico
- la sedentarietà
- i rischi legati a una posizione statica durante il proprio lavoro
La termoterapia: le basi fisiologiche
L’applicazione di calore superficiale, come quella fornita da una fascia riscaldante, innesca una serie di risposte fisiologiche. Secondo una revisione narrativa pubblicata su National Library of Medicine, i meccanismi principali comprendono: vasodilatazione, aumento del flusso ematico locale, riduzione del tono muscolare e modulazione del segnale nocicettivo attraverso l’attivazione dei canali termosensibili TRP.
Vasodilatazione e miglioramento della circolazione locale
Il calore applicato alla cute provoca l’espansione dei vasi sanguigni nella zona trattata. Questo incremento del flusso ematico favorisce un maggiore apporto di ossigeno ai tessuti muscolari, accelera il metabolismo cellulare e facilita la rimozione delle sostanze di scarto, come l’acido lattico e altri mediatori dell’infiammazione. Quest’ultimi elementi, contribuiscono alla percezione del dolore muscolare al collo e alle spalle.
Riduzione degli spasmi e rilassamento muscolare
Le fibre muscolari contratte tendono a distendersi sotto l’effetto del calore costante, con conseguente riduzione degli spasmi e miglioramento del range di movimento articolare. Questo effetto miorilassante è particolarmente rilevante nella gestione delle contratture cervicali croniche associate a posture scorrette o stress psicofisico.
Modulazione del dolore secondo la teoria del cancello
A livello neurologico, la stimolazione dei termocettori cutanei genera segnali afferenti che competono con la trasmissione del dolore lungo il midollo spinale, riducendo la percezione dello stimolo doloroso. Questo meccanismo è coerente con la Gate Control Theory (Teoria del Cancello), che spiega la rapida sensazione di sollievo avvertita nelle prime fasi di utilizzo di una fascia riscaldante per la cervicale.
Fasce riscaldanti per la cervicale: evidenze cliniche
Le evidenze scientifiche sull’applicazione del calore superficiale nei dolori muscolari al collo e nelle contratture cervicali provengono da studi randomizzati controllati, revisioni sistematiche e consensi internazionali di esperti.
Una meta-analisi pubblicata su National Library of Medicine ha analizzato gli effetti dell’applicazione locale di calore (Local Heat Application) in pazienti adulti con disturbi muscoloscheletrici, riscontrando una riduzione significativa del dolore rispetto al non trattamento, alla terapia standard e al placebo. Sono stati osservati anche miglioramenti nella funzione fisica e nella qualità della vita.
Proseguendo, uno studio specifico sul dolore cervicale ha valutato l’aggiunta di termoterapia a bassa intensità continua a un programma fisioterapico. Tale aggiunta ha permesso di ridurre significativamente il dolore e di migliorare la mobilità cervicale.
Successivamente, un Incontro di Consenso Delphi, che ha coinvolto 116 esperti europei di diverse discipline cliniche, ha confermato il valore della termoterapia superficiale nelle forme croniche di dolore muscoloscheletrico e come componente di un approccio terapeutico multimodale. Più precisamente, gli esperti hanno raggiunto un accordo su meccanismi d’azione, indicazioni, sicurezza e modalità di utilizzo.
Infine, un’indagine condotta tra medici italiani, in particolare nei campi della medicina generale, della fisiatria e della medicina dello sport, ha rilevato che la termoterapia è considerata uno strumento utile nella pratica clinica quotidiana, con una preferenza per le fasce e i dispositivi riscaldanti in caso di spasmo e contrattura muscolare.
Fasce riscaldanti come dispositivi medici: cosa sapere
È importante sottolineare che alcune fasce riscaldanti per la cervicale presenti in commercio rientrano nella categoria dei dispositivi medici, soggetti a specifiche normative europee che ne definiscono le indicazioni d’uso, i requisiti di sicurezza e la conformità tecnica. A differenza dei cosmetici o dei prodotti da banco, i dispositivi medici devono rispettare standard tecnici e clinici più stringenti, e le informazioni relative all’uso corretto devono essere riportate nella documentazione tecnica allegata al prodotto.
È pertanto fondamentale leggere attentamente le istruzioni d’uso prima dell’applicazione, rispettare i tempi di utilizzo indicati e non superare la durata massima consigliata. In linea generale, la letteratura clinica e le linee guida farmaceutiche internazionali raccomandano di applicare il calore su cute pulita e asciutta, per sessioni non eccessive, e di monitorare la pelle durante e dopo l’utilizzo.
Quando usare le fasce riscaldanti per la cervicale (e quando no)
Ampliando il discorso, la termoterapia superficiale e le fasce riscaldanti sono indicate come strumento di supporto in caso di:
- tensioni e rigidità muscolari croniche del collo e delle spalle
- contratture muscolari associate a stress o posture protratte
- dolore muscolare ricorrente in assenza di infiammazione acuta
Non sono invece indicate in presenza di infiammazione acuta con gonfiore e rossore (dove la vasodilatazione indotta dal calore potrebbe peggiorare l’edema), su cute lesa, in aree con sensibilità cutanea ridotta, né in gravidanza senza la preventiva valutazione medica.
Se il dolore cervicale persiste per più di 7 giorni, si intensifica progressivamente o è accompagnato da sintomi neurologici come formicolii, debolezza o parestesie agli arti superiori, è indispensabile consultare un medico specialista. La fascia riscaldante è uno strumento di supporto sintomatico e non sostituisce la valutazione clinica.
Termoterapia e approccio multimodale: il calore come punto di partenza
La letteratura scientifica indica che i migliori risultati si ottengono quando la termoterapia è integrata in un approccio multimodale che comprende correzione posturale, esercizi di mobilità cervicale e, quando indicato, fisioterapia specialistica.
In questo senso, le fasce riscaldanti per la cervicale possono svolgere un ruolo di “preparazione tissutale“. Di fatto, aumentando l’elasticità dei tessuti e riducendo il tono muscolare, le fasce riscaldanti possono creare le condizioni fisiologiche più favorevoli per eseguire gli esercizi di mobilità e stretching cervicale consigliati dal fisioterapista.
Le evidenze scientifiche disponibili mostrano che l’applicazione di calore superficiale può contribuire alla riduzione della percezione del dolore e al miglioramento della mobilità, in particolare nelle forme croniche di contrattura e rigidità.
Per concludere, il loro utilizzo avviene spesso in un’ottica multimodale e nel rispetto delle indicazioni del produttore, in particolare per i dispositivi medici. In presenza di sintomi persistenti o atipici, è sempre indispensabile affidarsi alla valutazione di un medico specialista.
FAQ
Le fasce riscaldanti contengono farmaci?
La maggior parte delle fasce riscaldanti in commercio è drug-free, ovvero non contengono principi attivi farmacologici e non richiedono prescrizione medica, pur potendo rientrare nella categoria dei dispositivi medici.
Per quanto tempo si può usare una fascia riscaldante sulla cervicale?
La durata d’uso varia a seconda del dispositivo specifico. In generale, la letteratura clinica indica sessioni di utilizzo non eccessive, e raccomanda di non superare le ore indicate nella documentazione tecnica del prodotto. È importante verificare lo stato della cute durante l’applicazione e interrompere l’uso in caso di arrossamento persistente o bruciore.
Si può usare una fascia riscaldante di notte?
L’uso notturno è generalmente sconsigliato o soggetto a precauzioni specifiche, indicate nelle istruzioni del dispositivo, in quanto la pressione prolungata potrebbe modificare la distribuzione del calore e aumentare il rischio di irritazioni cutanee. È sempre necessario fare riferimento alle indicazioni del fabbricante.
Fonti:
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