Dolori muscolari

Dolori muscolari? Quali sono quelli più diffusi e come possono essere trattati 

dolori muscolari e muscoloscheletrici sono tra le principali cause di disabilità a livello mondiale. Infatti, secondo un’analisi basata sui dati del Global Burden of Disease Study 2019, questi disturbi colpiscono una percentuale della popolazione adulta compresa tra il 13,5% e il 47%, con una maggiore prevalenza nelle donne rispetto agli uomini.  

 Capire quali sono le forme più diffuse, perché si manifestano e in quali contesti è utile rivolgersi a un professionista sanitario sono i primi passi per una gestione più consapevole di queste condizioni. 

Cosa si intende per dolori muscolari e muscoloscheletrici 

Il termine dolore muscoloscheletrico comprende un ampio spettro di condizioni che interessano muscoli, articolazioni, tendini, legamenti e strutture di supporto del rachide. Secondo una revisione pubblicata su Pain and Therapy, le forme più prevalenti includono il mal di schiena cronico, il dolore cervicale, il dolore associato all’osteoartrosi, il dolore alla spalla e le sindromi da dolore muscolare diffuso come la fibromialgia. Nella pratica clinica, queste condizioni si presentano spesso in forma ricorrente o persistente, con un impatto significativo sulla qualità della vita e sulla capacità lavorativa. 

In particolare, i dolori muscolari possono avere origine acuta, come nel caso di uno sforzo improvviso o di un trauma, oppure svilupparsi gradualmente a causa di posture scorrette mantenute nel tempo, movimenti ripetitivi o fattori psicosociali come lo stress cronico. 

I dolori muscolari più diffusi nella popolazione 

Mal di schiena (lombalgia) 

Il mal di schiena, in particolare nella sua forma lombare, è la condizione muscoloscheletrica più diffusa al mondo e la principale causa di disabilità globale. I dati del Global Burden of Disease Study 2021 stimano circa 619 milioni di casi prevalenti a livello mondiale nel 2020, con proiezioni in aumento fino al 2050. La lombalgia è nella maggioranza dei casi aspecifica, ovvero non riconducibile a una causa anatomica identificabile. Inoltre, tende a manifestarsi in forma ricorrente nel corso della vita. 

Dolore cervicale 

Il dolore cervicale è la seconda forma più comune di dolore muscoloscheletrico nelle indagini di popolazione e nelle cure primarie. È frequentemente associato a tensioni muscolari del collo e delle spalle, posture statiche prolungate e stress psicofisico. Come il mal di schiena, tende a manifestarsi in modo ricorrente e può influenzare significativamente la produttività lavorativa e il benessere quotidiano. 

Dolore alla spalla 

Il dolore alla spalla è un’altra condizione molto comune, con una prevalenza stimata tra il 15% e il 20% nella popolazione adulta. Le cause più frequenti includono problematiche della cuffia dei rotatori, sindromi da conflitto subacromiale e tendinopatie. Come le altre forme di dolore muscoloscheletrico, spesso si cronicizza in assenza di un adeguato percorso di gestione. 

Dolore al ginocchio 

Il dolore al ginocchio interessa circa il 10-15% della popolazione adulta, con una netta prevalenza nelle persone anziane. L’osteoartrosi del ginocchio è la causa più comune tra gli over 60, dove colpisce oltre un terzo delle persone. Sovrappeso, sedentarietà e fattori genetici figurano tra i principali fattori di rischio identificati dalla letteratura. 

Fattori di rischio comuni 

Nonostante le diverse localizzazioni, i dolori muscolari più diffusi condividono una serie di fattori di rischio trasversali. Secondo una revisione epidemiologica pubblicata su Best Practice & Research Clinical Rheumatology, i principali includono: età avanzata, sesso femminile, scarsa attività fisica, fumo, basso livello di istruzione, lavoro manuale ripetitivo, condizioni di stress psicosociale cronico e disturbi del sonno. La comprensione di questi fattori è rilevante perché consente di identificare le persone più esposte e di indirizzarle verso un’adeguata valutazione clinica. 

Come possono essere affrontati i dolori muscolari: un approccio multimodale 

Le linee guida cliniche internazionali concordano sul fatto che la gestione dei dolori muscolari cronici o ricorrenti richieda un approccio multimodale, ovvero l’integrazione di più strategie complementari. Una revisione sistematica, che ha analizzato 44 linee guida cliniche di alta qualità, ha identificato undici raccomandazioni trasversali per la cura del dolore muscoloscheletrico, tra cui: valutazione centrata sul paziente, monitoraggio dei progressi, promozione dell’attività fisica, educazione terapeutica e uso selettivo degli esami strumentali. 

Attività fisica ed esercizio terapeutico 

L’esercizio fisico è tra i rimedi non farmacologici con le evidenze più solide per la gestione dei dolori muscolari cronici. Una revisione sistematica pubblicata su PLOS ONE, ha rilevato prove di moderata entità a supporto dell’esercizio terapeutico nel miglioramento del dolore e della funzione fisica. Nello specifico, i pazienti oggetto delle revisioni erano in condizioni di lombalgia, dolore cervicale, dolore alla spalla, al ginocchio e dolore multisito. La tipologia di esercizio va adattata alla condizione specifica e alle caratteristiche del paziente, preferibilmente su indicazione di un professionista sanitario. 

Fisioterapia e terapia manuale 

La fisioterapia, comprendente la terapia manuale, la mobilizzazione e le tecniche di rieducazione posturale, rappresenta un rimedio consolidato nel percorso di gestione dei dolori muscoloscheletrici. Le linee guida cliniche ne raccomandano l’uso come intervento complementare, e non sostitutivo, ad altri approcci come l’esercizio e l’educazione terapeutica. 

Termoterapia e rimedi fisici non farmacologici 

Tra i rimedi fisici non farmacologici, l’applicazione di calore superficiale, attraverso strumenti come fasce o dispositivi riscaldanti, è riconosciuta dalle linee guida come opzione di supporto per le contratture muscolari e le tensioni croniche. Anche la crioterapia (ovvero l’applicazione di freddo) trova indicazione nei casi di dolore acuto post-traumatico. L’utilizzo di questi rimedi deve avvenire nel rispetto delle indicazioni del produttore e, dove appropriato, su consiglio medico. 

Approccio psicosociale 

La componente psicosociale ha un ruolo riconosciuto nella genesi e nel mantenimento dei dolori muscolari cronici. Interventi come la terapia cognitivo-comportamentale e le tecniche di mindfulness sono stati associati a un miglioramento del dolore lombare cronico e della fibromialgia nelle revisioni sistematiche disponibili. Per questo motivo, le linee guida più recenti raccomandano una valutazione dei fattori psicosociali già nelle prime fasi di presa in carico del paziente. 

In conclusione, i dolori muscolari rappresentano un’ampia categoria di condizioni ad elevata prevalenza nella popolazione adulta mondiale, con un impatto rilevante sulla qualità della vita e sulla funzionalità quotidiana. Le forme più diffuse, come lombalgia, dolore cervicale, dolore alla spalla e al ginocchio, condividono fattori di rischio comuni. Inoltre, queste forme rispondono in linea generale a strategie di gestione simili basate sull’esercizio fisico, sulla fisioterapia e su rimedi fisici non farmacologici, in un’ottica sempre multimodale. Per concludere, in presenza di sintomi persistenti o atipici, la valutazione da parte di un medico specialista rimane il punto di riferimento imprescindibile. 

 

FAQ 

Quando è necessario consultare un medico per i dolori muscolari? 

È opportuno rivolgersi a un medico quando il dolore persiste per più di qualche settimana, si intensifica progressivamente, è associato a sintomi neurologici (come formicolii, debolezza agli arti, perdita di sensibilità), oppure quando insorge in seguito a un trauma. Anche la presenza di febbre, calo di peso inspiegato o dolore notturno che non migliora con il riposo sono segnali da non sottovalutare. 

I dolori muscolari colpiscono di più uomini o donne? 

La letteratura epidemiologica indica una prevalenza leggermente maggiore nelle donne rispetto agli uomini per la maggior parte delle condizioni muscoloscheletriche croniche, inclusi il dolore lombare, il dolore cervicale e l’osteoartrosi. Il rapporto è particolarmente marcato per la fibromialgia, dove si stima una proporzione di circa quattro donne per ogni uomo. 

Il riposo è il rimedio migliore per i dolori muscolari? 

Al contrario di quanto si possa pensare, il riposo prolungato non è generalmente raccomandato per i dolori muscolari cronici o ricorrenti. Le linee guida internazionali incoraggiano invece il mantenimento di un livello adeguato di attività fisica e il graduale ritorno alle normali attività quotidiane, sotto la supervisione di un professionista sanitario. 

 

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